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Reggio Città senza Barriere nasce quattro anni fa allinizio del mio mandato, da una intuizione di Annalisa Rabitti, che con passione e caparbietà era venuta a spiegarmi il progetto che aveva in testa. Per la verità non avevo una visione chiara di dove saremmo esattamente arrivati, perché Annalisa, dote non comune, ha la capacità di inventare, vedere, sentire in modo intuitivo, e giungere in un secondo momento ad una spiegazione razionale. Per me, che sono un razionalista dei peggiori, non fu semplice e immediato dare senso e giustificazione ad unidea così coraggiosa, chiaramente rischiosa nei suoi esiti. Lobiettivo: costruire un progetto volto ad abbattere le barriere, fisiche e culturali, per rendere Reggio Emilia la città di tutte le persone, una città sempre più inclusiva e accogliente. Fin da subito abbiamo coinvolto la gente: i ragazzi, le famiglie, le associazioni, avevamo in mente un progetto partecipato, condiviso, costruito insieme. Custodito assieme. Penso che proprio questo sia stato il primo, grande risultato: produrre innovazione attraverso limpegno e il protagonismo del fare Insieme, e fare tutti qualcosa. Abbattere le barriere architettoniche presenti in una città potrebbe apparire un percorso non particolarmente difficile, ma a condizionado sono le risorse e il contesto normativo ed organizzativo della pubblica amministrazione, che rendono il lavoro scivoloso. Non è stata una strada in discesa e non lo è tuttora. Nonostante questo, Reggio può dire oggi di avere una palestra bella e accessibile, dove fanno sport più di trecento persone fragili con attrezzature adatte alle loro differenti esigenze, ha dato vita al suo primo parco giochi inclusivo che sta per essere ultimato, ha visto nascere nuovi percorsi tattili, apparire rampe ed altre piccole soluzioni che hanno reso numerosi esercizi commerciali non perfetti ma accoglienti, e in questo modo tante altre barriere sono state abbattute. Il risultato più significativo, però, è un nuovo approccio alla progettazione delle opere pubbliche: piazze e strade ora sono progettate di prassi assieme al CRIBA (Centro Regionale per il Benessere Ambientale) e lo si fa pensando a tutti, nessuno escluso. Perché progettare un luogo prendendosi cura delle persone con disabilità significa prestare maggiore attenzione alle persone, e mentre si disegna una discesa o un percorso tattile, ci si accorge che si è guardato il mondo con occhi diversi: che si è pensato anche agli anziani, ai bambini, alle mamme, allarmonia fra uomo e spazio. Il Comune di Reggio Emilia sta adottato un nuovo RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) puntuale, innovativo, attento alla accessibilità, che sarà uneccellenza nazionale. La sfida più ardua, il vero cambiamento, non consiste tanto nella corsa a rimediare, ma piuttosto nel progettare e costruire, da qui in poi, per tutti. Questo è, senza dubbio, un bilancio parziale. Ma allo stesso tempo rappresenta lesito di un processo di cambiamento inedito nellintero paese... (DallIntroduzione di Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia)

SENZA BARRIERE – C’è aria di cambiamento in Italia. Sono sempre di più i comuni che, sensibili alle esigenze di tutti, promuovono iniziative orientate all’abbattimento delle barriere architettoniche e sociali. Tuttavia, la strada da percorrere per rendere le nostre città davvero accessibili è ancora lunga. Vediamo alcuni esempi di località italiane virtuose. Soliera è il […] Sto con Verona città senza barriere”,spiega Ilaria Segala, assessore all’urbanistica e agli interventi per eliminare le barriere architettoniche, “che certificherà, anche a livello internazionale, il fatto che in tali esercizi commerciali tutti si possono muovere a proprio agio.

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Note correnti

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Sofi Voighua

Reggio Emilia Città senza barriere. intro. Pensare la nostra città come un Comune pilota a livello nazionale, una città che sorride alle differenze e che le accoglie nella convinzione che siano una risorsa culturale ed etica.

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Mattio Mazio

1 nov 2018 ... ... individuare tutte le barriere architettoniche presenti in città e progettare gli interventi necessari per rendere Lecco una città senza barriere.

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Noels Schulzzi

Sarà necessario un milione di euro per eliminare tutte le barriere architettoniche esistenti negli edifici e negli spazi pubblici del centro urbano di Bovolone. Città senza barriere,

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Jason Statham

Città senza barriere, “Distanti ma uniti”. In arrivo dal Comune oltre 400 pacchi-dono. 14 Aprile 2020 alle 17:10 “Un piccolo pensiero per arrivare nelle vostre case, non solo con video e messaggi, ma anche con qualcosa di concreto. Promuove e organizza incontri e dibattiti sull'abbattimento e la rimozione delle barriere architettoniche e localizzate, attraverso anche la realizzazione di diverse guide. Ha promosso interventi di sensibilizzazione nelle scuole attraverso i concorsi "Letterine a Babbo Natale in carrozzina" e "Per una città senza barriere", al progetto ?"omo: sano/disabile, alla ricerca dell'uguaglianza

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Jessica Kolhmann

Una città senza barriere, anche per chi è solo di passaggio. Il progetto "PADOVA per TUTTI" vuole promuovere una riflessione intorno al tema dell’accessibilità urbana e proposte di turismo padovano per tutti sapendo che una città più accessibile per i turisti lo sarà anche per i residenti. Il Portale della città accessibile ha origine da un bisogno fortemente espresso dai partecipanti ai tavoli del progetto Reggio Emilia Città Senza Barriere, cioè quello di fornire alla cittadinanza uno strumento informativo unico, completo, in grado di orientarla nella complessa rete di servizi, opportunità e normative che esistono in riferimento alle persone con disabilità.