Il cristianesimo da culto proibito a religione dellimpero romano. La nascita del potere della Chiesa nel IV secolo d. C..pdf

Il cristianesimo da culto proibito a religione dellimpero romano. La nascita del potere della Chiesa nel IV secolo d. C. PDF

Antonio Cardinale, Alessandro Verdelli

Allinizio era solo una setta giudaica come le altre, quella che seguiva il profeta durante le sue peregrinazioni nei villaggi della Galilea, un territorio dellimpero romano non certo tra i più importanti, ai tempi di Tiberio. Per i discepoli, Gesù era il Figlio di Dio fatto uomo, ma per tutti gli altri ebrei era un personaggio scomodo che diventava sempre più pericoloso nella misura in cui utilizzava il suo carisma per conquistare le folle. Molti ritenevano che la sua predicazione mettesse in discussione i delicati equilibri consolidati di una società in bilico tra la coscienza della propria unicità, dettata anche dalla pretesa di un rapporto privilegiato con Dio, e la triste necessità di sottostare al potere di Roma, relativamente tollerante in fatto di religione, ma comunque dispotico. Nel 313 d.c., quando fu emanato leditto di Costantino, i cristiani costituivano non più del 10% della popolazione dellimpero romano. Alla fine del IV secolo, mentre la Chiesa acquisiva autorità e potere grazie allappoggio degli imperatori, i cristiani erano la grande maggioranza ed occupavano posizioni di rilievo in ambito amministrativo, politico e militare. Come riuscì un gruppo, per quanto coeso e battagliero, a raggiungere in meno di settantanni una posizione di egemonia e poi di assoluto predominio? Perché i cristiani, dimenticando le persecuzioni subite, cominciarono a perseguitare eretici, ebrei e pagani? Cosa indusse Costantino a scommettere sulla minoranza cristiana? In che cosa limpero ormai cristiano fu realmente diverso da quello pagano? Senza la pretesa di percorrere sentieri inesplorati, viene analizzata levoluzione dei rapporti tra chiesa e impero romano nel IV secolo, attraverso lesame della legislazione, delle dinamiche sociali, dei costumi, delle liturgie, dellideologia e della cultura del tempo. Al lettore la valutazione di quanto ancora oggi tali equilibri continuino a pesare nei rapporti tra Chiesa e Stato.

Nel 380 d.C. l’imperatore Teodosio proclamò il cristianesimo quale religione ufficiale dell’impero, vietò i riti pagani e ne fece chiudere i templi. Iniziarono a sorgere le basiliche cristiane, le basiliche erano già presenti nella struttura urbana di Roma anche se con scopi giudiziari, e furono riadattati per accogliere i fedeli e i riti di preghiera.

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